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Iveco: come i camion di Torino sono finiti in India, e cosa cambia per chi li costruisce

Un marchio nato nel 1975 fondendo cinque costruttori europei, cresciuto nell'impero Fiat, scorporato nel 2022 e venduto nel 2026 a un gruppo che nel 1868 vendeva sale. La storia di Iveco è la storia di come cambia padrone l'industria italiana.

Dietro il marchio

Il 26 ottobre 2026 si è chiusa l’offerta pubblica di acquisto di Tata Motors su Iveco Group: adesioni all’87,8% delle azioni, sopra la soglia dell’80% che serviva per completare l’operazione. Il primo pagamento è previsto il 30 ottobre, a 14,40 euro per azione, per un valore complessivo di circa 3,8 miliardi di euro. I camion, i furgoni e gli autobus con il marchio di Torino passano a un gruppo di Mumbai. Per capire perché, bisogna sapere cosa è Iveco, e soprattutto cosa non è più.

Un marchio costruito per somma

Iveco nasce nel 1975 dalla fusione di cinque costruttori di veicoli industriali: Fiat Veicoli Industriali, OM e Lancia Veicoli Speciali in Italia, Unic in Francia, Magirus-Deutz in Germania. Il nome sta per Industrial Vehicles Corporation. Per quarantacinque anni è stata la divisione camion del gruppo Fiat, poi di Fiat Industrial, poi di CNH Industrial, insieme ai trattori e alle macchine agricole. Nel 2022 CNH la scorpora e la quota a Milano come società autonoma: Iveco Group, con circa 13 miliardi di ricavi, marchi Iveco, Iveco Bus, Heuliez, FPT Industrial per i motori, Astra per i mezzi da cava e Iveco Defence per quelli militari.

Nel 2022 la Borsa la valuta 3,1 miliardi. È già un segnale: un’azienda con 13 miliardi di fatturato valutata un quarto del suo giro d’affari è un’azienda che il mercato considera piccola nel suo settore, dove i concorrenti si chiamano Daimler Truck, Volvo e Traton, cioè Volkswagen.

Perché gli Agnelli hanno venduto

Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann, era il primo azionista con il 27%. Nel luglio 2025 annuncia l’accordo con Tata Motors: vendita dell’intero gruppo, esclusa la divisione Difesa, che viene ceduta a Leonardo e trasferita nel marzo 2026 insieme ad Astra. Nel disegno di Exor, le due operazioni valorizzano Iveco a circa 5,3 miliardi, contro i 3,1 della quotazione.

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La logica industriale la spiegano le sovrapposizioni, che sono quasi nulle: Tata è forte in India e Asia, Iveco in Europa e Sud America. Insieme fanno un gruppo da oltre 20 miliardi di ricavi nei veicoli commerciali, abbastanza per sedersi al tavolo dei grandi. Da soli, nessuno dei due ci arrivava. Per Exor è la chiusura di un ciclo: dopo aver separato Ferrari, poi CNH, poi Iveco, la holding esce dall’ultimo pezzo dell’industria pesante che era stata Fiat.

Chi sono i Tata

Il gruppo Tata nasce nel 1868 a Mumbai e oggi riunisce 31 aziende, oltre un milione di dipendenti e più di 160 miliardi di ricavi: acciaio, software, alberghi, tè, automobili, fino alla produzione degli iPhone in India. Tata Motors possiede già Jaguar Land Rover, comprata da Ford nel 2008. È un conglomerato familiare con una fondazione filantropica al vertice e, in queste settimane, con uno scontro interno per la successione che i mercati asiatici seguono con attenzione. Non è un fondo che compra per rivendere: è un gruppo industriale che tende a tenere quello che compra, come ha fatto con Jaguar.

Cosa cambia per Torino

La sede resta a Torino, gli stabilimenti italiani (Suzzara, Brescia, Bolzano, Foggia per i motori FPT) restano dove sono, e Tata ha assunto impegni di due anni sull’occupazione e sulla continuità produttiva. Due anni. Dopo, varranno le regole di qualsiasi gruppo: si produce dove conviene. L’OPA alzata da 14,10 a 14,40 euro per azione, per compensare quattro mesi di ritardo nelle autorizzazioni, dice quanto Tata ci tenesse a chiudere.

Per chi guida un camion Iveco non cambia niente domani. Per chi lo costruisce, la domanda è quella che si fanno tutti i dipendenti di un’azienda italiana comprata da un gruppo straniero: il nuovo proprietario investirà qui o altrove? La risposta, nei prossimi due anni, è scritta nei contratti; dopo, sarà scritta nei bilanci.

[Aggiornamento prima della pubblicazione: verificare la data di pagamento, l’eventuale riapertura dell’offerta dal 2 al 6 novembre e il delisting da Piazza Affari.]

Fonti: documento di offerta TML CV Holdings B.V. (Tata Motors) su Iveco Group, periodo 7 settembre-26 ottobre 2026; comunicati Iveco Group ed Exor; Borsa Italiana, dati sulle adesioni; Askanews e Teleborsa, 26 ottobre 2026. Dati aggiornati al 27 ottobre 2026.

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