Pensioni 2027: l’età sale a 67 anni e un mese. Cosa cambia, per chi e quali uscite anticipate restano
Dal 1° gennaio 2027 per la pensione di vecchiaia serve un mese in più, e nel 2028 altri due. Sale anche l'anticipata. La manovra mette 850 milioni per nuove uscite a 64 anni, ma le regole arriveranno solo con un decreto.

Dal 1° gennaio 2027 andare in pensione richiederà un po’ più di tempo. Il requisito per la pensione di vecchiaia passa da 67 anni a 67 anni e un mese, e nel 2028 salirà a 67 anni e tre mesi. È l’effetto del meccanismo che lega l’età pensionabile all’aspettativa di vita: quando gli italiani vivono più a lungo, i requisiti si spostano in avanti. Il governo ha scelto di applicare l’aumento in due tappe invece che tutto insieme, ma la direzione non cambia.
Cosa cambia per la pensione di vecchiaia e quella anticipata
La pensione di vecchiaia è quella a cui si accede con l’età e almeno vent’anni di contributi. Nel 2027 servono 67 anni e un mese, nel 2028 67 anni e tre mesi.
La pensione anticipata ordinaria invece non dipende dall’età ma solo dagli anni di contributi. Nel 2027 servono 42 anni e 11 mesi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne, e nel 2028 il requisito sale di altri due mesi. Chi sta pianificando l’uscita nei prossimi due anni deve quindi rifare i conti: chi pensava di andare in pensione a fine 2027 potrebbe dover lavorare qualche mese in più.
Chi è escluso dall’aumento
L’aumento non vale per tutti. Sono esclusi i lavoratori impegnati in attività gravose o usuranti e i cosiddetti precoci, cioè chi ha almeno dodici mesi di contributi versati prima dei 19 anni. Per i precoci il requisito di 41 anni di contributi diventa 41 anni e un mese dal 2027.
Le uscite anticipate che restano e quelle che finiscono
Il quadro delle uscite anticipate si restringe. Quota 103 resta accessibile solo a chi aveva maturato i requisiti entro il 2025, e Opzione Donna solo a chi li aveva maturati entro il 2024. L’APE sociale, l’anticipo pensionistico per categorie in difficoltà come disoccupati, caregiver e invalidi, è stata prorogata ma vale per chi raggiunge i requisiti entro il 31 dicembre 2026: senza un nuovo intervento, dal 2027 non sarà disponibile per chi li matura dopo.
La novità della manovra è un fondo da 850 milioni di euro per nuovi canali di uscita anticipata, meno del miliardo di cui si era parlato nelle settimane precedenti. Secondo le ricostruzioni di stampa l’idea è permettere l’uscita a 64 anni con 36 anni di contributi, ma requisiti, beneficiari e decorrenze saranno fissati da un decreto atteso a gennaio. Fino ad allora non si può presentare domanda all’INPS, e conviene diffidare di chi dà per certe regole che ancora non esistono.
Quanto aumentano gli assegni
Sul fronte degli importi, per il 2027 la rivalutazione delle pensioni attesa è del 2,9%, in attesa del decreto del Ministero dell’Economia che la renderà ufficiale. È l’adeguamento all’inflazione, che quest’anno è tornata a salire. La pensione minima, portata quest’anno a 619,80 euro al mese grazie a un aumento straordinario, dovrebbe arrivare a circa 630 euro. Il testo completo della legge di Bilancio deve ancora affrontare l’esame del Parlamento, quindi alcune cifre potrebbero cambiare.
Cosa conviene fare adesso
Chi è vicino alla pensione dovrebbe controllare il proprio estratto conto contributivo sul sito dell’INPS, verificare che non manchino periodi e simulare la data di uscita con i nuovi requisiti. Per chi ha carriere discontinue o lavori gravosi vale la pena farsi seguire da un patronato, perché le eccezioni contano e possono anticipare l’uscita di mesi.






