Tredicesima 2026: quando arriva, come si calcola e perché il netto è più basso di uno stipendio normale
Ai pensionati arriva il 1° dicembre, ai dipendenti con lo stipendio di dicembre. Quest'anno non ci sono bonus né detassazioni, e il netto resta quasi sempre più basso di una mensilità ordinaria. Ecco come fare il conto.

La tredicesima è la mensilità aggiuntiva che spetta a lavoratori dipendenti e pensionati a fine anno, ed è uno dei pochi momenti in cui in busta paga arrivano più soldi del solito. Quest’anno non ci sono novità che la rendano più pesante: la legge di Bilancio 2026 non ha previsto sgravi specifici e il bonus di Natale da 100 euro, che era una misura del 2024, non è stato rinnovato. Il calcolo resta quello di sempre, e vale la pena capirlo per non sorprendersi davanti al cedolino.
Quando arriva
Per i pensionati la tredicesima viene pagata insieme alla pensione di dicembre, quindi martedì 1° dicembre 2026, primo giorno bancabile del mese. Chi ha redditi bassi riceve in automatico anche un importo aggiuntivo di 154,94 euro, e a dicembre sulla pensione non vengono trattenute le addizionali regionali e comunali.
Per i dipendenti pubblici pagati tramite NoiPA arriva con lo stipendio di dicembre, che di solito viene anticipato rispetto alla scadenza abituale del 23: nel 2025 l’accredito è arrivato il 15 dicembre. Per i dipendenti privati non c’è una data unica: dipende dal contratto collettivo e dalle abitudini dell’azienda, ma la regola è il pagamento entro dicembre, in genere prima di Natale.
Come si calcola
La formula è semplice: si moltiplica la retribuzione lorda mensile per i mesi lavorati nell’anno e si divide per dodici. Chi ha lavorato tutto l’anno riceve una mensilità intera, chi ha cominciato a marzo ne riceve dieci dodicesimi. Un mese conta come intero se si è lavorato almeno 15 giorni. Se si conosce solo la retribuzione annua lorda, la tredicesima lorda è circa la RAL divisa per 13, o per 14 nei contratti che prevedono anche la quattordicesima.
Perché il netto è più basso
Qui arriva la parte che sorprende molti. Sulla tredicesima si pagano i contributi, circa il 9,19% nel privato e l’8,80% nel pubblico, e poi l’IRPEF con le aliquote del 2026: 23% fino a 28 mila euro, 33% tra 28 e 50 mila, 43% oltre. La differenza è che le detrazioni per lavoro dipendente vengono distribuite sulle dodici mensilità ordinarie e non sulla tredicesima. Il risultato è che il netto della tredicesima è quasi sempre più basso di quello di uno stipendio normale, a volte di oltre cento euro.
Qualche esempio, per un dipendente a tempo pieno con tredici mensilità: con 26 mila euro lordi l’anno la tredicesima lorda è di 2.000 euro e il netto stimato è di circa 1.400 euro; con 35.100 euro di RAL si passa da 2.700 euro lordi a circa 1.880 netti; con 52 mila euro da 4.000 lordi a circa 2.670 netti. Rispetto al 2025 il taglio della seconda aliquota IRPEF fa guadagnare qualcosa solo ai redditi medio-alti: circa 26 euro in più sulla tredicesima con 52 mila euro di RAL, nulla con 26 mila.
Come controllare il tuo importo
Il prelievo sulla tredicesima è un acconto: il conto definitivo delle tasse si fa con il conguaglio di fine anno, che può far salire o scendere il netto di dicembre. Nello stesso cedolino possono comparire anche arretrati da rinnovo contrattuale o premi di risultato, che hanno una tassazione agevolata e possono rendere la busta paga di dicembre più alta del previsto. I pensionati possono vedere il cedolino in anticipo sul sito dell’INPS, gli statali su NoiPA, i dipendenti privati sul portale delle buste paga dell’azienda. Si parla da tempo di detassare le tredicesime nella prossima manovra, ma per ora è solo un’ipotesi e in ogni caso non riguarderebbe quella di dicembre 2026.






