Revolut ha 6 milioni di clienti in Italia: come una app londinese è diventata una delle prime banche del Paese
Revolut ha fatto in Italia quello che nessuna banca italiana ha fatto negli ultimi dieci anni: crescere di un milione di clienti ogni pochi mesi. Il meccanismo, e la domanda che resta: di chi sono i soldi, se qualcosa va storto.

Il 9 ottobre 2026 Revolut ha annunciato di aver superato i 6 milioni di clienti in Italia: un milione in più da maggio, quando aveva superato i 5, e due milioni in più in un anno. Oltre il 10% della popolazione adulta. L’Italia è il quarto mercato al mondo per l’azienda, e per numero di clienti Revolut sta tra le prime cinque banche del Paese, davanti a istituti con secoli di storia e migliaia di sportelli. Non ha uno sportello. Per capire come ci è arrivata, bisogna partire da un codice di due lettere.
L’effetto IBAN
Fino al dicembre 2024 un conto Revolut in Italia aveva un IBAN lituano, perché l’azienda opera con una licenza bancaria lituana che vale in tutta l’Unione europea. Legale, ma scomodo: molti datori di lavoro e pubbliche amministrazioni rifiutavano di accreditare stipendi o addebitare bollette su un IBAN straniero, una pratica vietata ma diffusa che si chiama “IBAN discrimination”. Nel dicembre 2024 Revolut apre una succursale italiana e inizia a dare IBAN che cominciano con IT. In quel momento ha poco meno di 3 milioni di clienti.
Il resto è nei numeri: 4 milioni a settembre 2025, 5 a maggio 2026, 6 a ottobre. Il general manager italiano, Nicola Vicino, lo ha chiamato “effetto IBAN”: il conto che era un secondo conto, per i viaggi e per le criptovalute, poteva diventare il conto principale. Nel 2026 il numero di clienti che riceve lo stipendio su Revolut è raddoppiato. Nello stesso anno sono arrivati i pagamenti F24, gli addebiti diretti, i prestiti personali e i conti deposito remunerati.
Come guadagna una banca senza sportelli
Il modello ha tre gambe. La prima sono le carte: ogni pagamento con carta genera una commissione pagata dal negoziante, e con milioni di clienti che pagano il caffè con il telefono i centesimi diventano milioni. La seconda sono gli abbonamenti: i piani a pagamento, da pochi euro a decine di euro al mese, con assicurazioni, cambio valuta senza commissioni e servizi premium. La terza, cresciuta con l’IBAN, è quella di una banca vera: i depositi dei clienti che vengono prestati o investiti, i prestiti personali, il margine tra quello che paga sui conti deposito e quello che rende il denaro.
Quello che non ha sono i costi delle altre: nessuna filiale, nessun cassiere, un’app sola per tutti i Paesi, e un’acquisizione clienti che si fa quasi da sola, con il passaparola e con i bonus di benvenuto.
La domanda scomoda: chi garantisce i soldi
Qui sta il punto che il comunicato dei 6 milioni non dice. Revolut Bank UAB è una banca lituana con una succursale in Italia. I conti sono supervisionati da Banca d’Italia e dalla BCE, ma la garanzia sui depositi, fino a 100 mila euro per cliente, è quella del fondo lituano, non del Fondo interbancario italiano. Nell’Unione europea i fondi di garanzia hanno le stesse regole e la stessa copertura, quindi sulla carta non cambia nulla. Nella pratica, in caso di crisi, un cliente italiano avrebbe a che fare con un’autorità di Vilnius. È un’informazione che chi tiene lo stipendio su Revolut ha diritto di conoscere, non un motivo per non farlo.
Cosa significa per le banche italiane
Che il cliente non va dove c’è lo sportello, va dove è più facile. Revolut non ha vinto con tassi migliori o con un servizio clienti più umano; ha vinto perché aprire un conto ci mette dieci minuti dal divano e cambiare valuta non costa niente. Le banche italiane hanno risposto con app migliori e con i loro conti digitali, ma hanno un problema strutturale: ogni cliente che passa all’app è uno sportello in meno da giustificare, e gli sportelli sono persone, contratti, immobili.
Revolut dichiara di voler diventare “la prima banca in Italia”. A questo ritmo, un milione ogni cinque mesi, la domanda non è se ci riuscirà per numero di clienti. È se i clienti, quando la conosceranno davvero, la tratteranno come una banca o come una app. Le due cose, come insegna il fondo di garanzia, non sono ancora la stessa.
Fonti: Revolut, comunicati del 9 ottobre 2026 (6 milioni), 28 maggio 2026 (5 milioni) e 11 settembre 2025 (4 milioni); Teleborsa, Milano Finanza, AziendaBanca e Il Giornale sull’apertura della succursale italiana (dicembre 2024) e sulla garanzia dei depositi. Dati aggiornati al 30 ottobre 2026.






